Ottobre 14, 2011
Incomprensioni

Periferia romana. Una ragazza entra in un bar. Mi guarda sospettosa. Sposta la testa in direzione della barista, una siciliana sessantenne esausta dalla giornata di lavoro e dice: “Scusi, fate il change qui?”.

Il tono richiama qualcosa di milanese anche se la voce nascosta nel bavero della giacca non lascia spazio a convinzioni. La donna dall’altra parte del bancone la guarda richiamando leggermente la spalla destra. L’aveva esposta nel tentativo di servirmi uno degli ultimi tre arancini semifreddi messi in bella vista in vetrina.

La ragazza le ripete: “Si, il change dei soldi”. La donna le lancia uno sguardo incattivito mentre non nasconde la sua difficoltà a comprendere. La ragazza va via infastidita. La donna l’avrebbe mandata a quel paese. C’è sempre una dose di orgoglio nell’incomprensione. Non ci sono vinti e vincitori nell’incomprensione.