Non saranno superfici anonime a colmare la raffica di parole che non abbiamo pronunciato.
Nel susseguirsi, affanni a noi cari svelano una dedizione incomprensibile.
Ogni gesto taciuto nella logica dei ritardi è il moto asincrono e vagamente accennato di quando me ne andai. Nulla più che un gesto. Mani che si cercano inutilmente e il perdersi, come di rosari sgranati in attesa di una fede.
A volte un lampo. Previsto.
Lo sfregarsi di foglie da senso al movimento; orgogli e vittorie non ti consegneranno la luce.
Un battito d’ali a tessere altre distanze.
Poi l’ingenua bellezza di ciò che nasce lontano. E come tale, rimane.
Una selezione di parole, immagini ed emozioni raccolte tra il cemento e quello che i sogni non possono raccontare. Il lato oscuro di luca valente.
Novembre 8, 2010
Distanze