Ricordi di viaggio e altre sconfitte quotidiane Un carico di bestiame avrebbe sfidato la notte in cambio di un abbraccio fraterno o del sorriso di una bimba nata da poco. Negli occhi solo l’eco distaccato del mattino e l’odore lontano del caffè bollente. Non mostrò emozioni instabili alla vista, come se il senso della corsa fosse nell’arrivo e il movimento una condizione necessaria alla sua realizzazione. Poi una voce, uno strappo nell’accavallarsi ferroso degli ingranaggi. “E’ indecoroso. Non avete alcuna pietà di noi.” Gli sguardi meravigliati rimbalzarono da un lato all’altro dello scompartimento. Tra il puzzo di piscio e l’aria irrespirabile. La speranza, ben nascosta nei cuori palpitanti, fece spazio al timore. Altre voci, sussurrate a mezz’asta, diedero corpo allo smarrimento. “Cosa succede? C’è qualche problema? Abbiamo sbagliato treno” Come se la normalità concessa dall’equilibrio fosse stata messa in pericolo. Che fosse stanchezza, assuefazione o naturale dedizione al sopruso. E’ difficile dirlo. La voce divenne solo un ricordo sbiadito. Chiusero gli occhi e ritornarono a brucare la loro misera quotidianeità .
Una selezione di parole, immagini ed emozioni raccolte tra il cemento e quello che i sogni non possono raccontare. Il lato oscuro di luca valente.
Novembre 8, 2010
Assuefazione