Novembre 8, 2010
La vita è uno schifo

Non sarebbe rincasata se le avessero raccontato di una notte sventrata dall’accessorio dei suoi denti bianchi. L’avremmo intravista, il piede destro scodinzolante lungo il muretto, contare le punzecchiature sulla pelle umida in bella vista. La camicetta di lino raggrinzita dalla salsedine.

Ma l’aria fresca della sera le suggerì che sarebbe stato meglio tornare. In fondo era stata una bella giornata. Le amiche, gli sguardi ammiccanti e quel brivido caldo che il corteggiamento, anche accennato, procura. Si sarebbe accontentata, come sempre. Avrebbe riassaporato il piacere dell’estate alle porte rigirandolo in bocca, cercando di dare forma ai sogni con la meccanica della masticazione. Non le avremmo mai biasimato quel modo discreto di assaporare gli eventi. Quella serenità  inconsueta nel lasciare che le cose accadessero solo perché una trama nascosta ne aveva preparato la successione. La gioia vera era nella realizzazione delle proprie percezioni. Come darle torto.

Qualcuno non si sarebbe accontentato. Qualcuno avrebbe preteso di ottenere tutto. Carne, pensieri, cuore, giochi, rimpianti, sogni. Qualcuno avrebbe atteso che rientrasse nella notte. L’oscurità  illuminata dalla ferocia della bestia che azzanna. Un colpo di fucile in pieno volto.

La vita non concede attese. La vita è uno schifo.