Hai mai pensato a quanto sia incontrollabile il trasporto che gli eventi dolorosi provocano in un essere umano? In te? La morte per parlare del più estremo, qualora non fosse una liberazione, un amore perduto, un esame non superato, l’offesa dell’amica o-mio-dio-quanto-ti-adoro-non-ci-separeremo-mai-siamo-fatte-l-una-per-l-altra. Quel leggero tremolio sulla pianta del piede, impercettibile, ma presente. La sensazione fastidiosa di una puntura di zanzara che risalendo lungo il corpo in trepidazione si lascia l’impalpabile gelo alle spalle e cresce, accumula strati di rabbia inconscia, fredda oculatezza, vendetta. Un fiume in piena che dimentica la sua fonte e si attorciglia su se stesso cercando nella liberazione una spiegazione che non esiste. Dinamica della trasformazione del dolore in rabbia. Sto male, perché succede, qual è la mia colpa. La privazione è un dono se concede sentimenti veri. Rallegratene. La sofferenza non è nei fatti ma nella loro percezione. Lo dice un cartello in compensato appoggiato sulla rampa delle scale che mi portano ogni sera verso la mia camera da letto. Vorrei non credergli ma ha ragione lui. Provate a non farlo, vi sarà impossibile.
Una selezione di parole, immagini ed emozioni raccolte tra il cemento e quello che i sogni non possono raccontare. Il lato oscuro di luca valente.
Novembre 8, 2010
La privazione è un dono