Li aveva osservati con lucido distacco accasciarsi al freddo delle lenzuola disfatte o sgretolarsi attraverso l’amarezza dell’Addio. Poi assetati, inseguirsi affannosamente come foglie sorrette dalla liturgia della pioggia. Ora non c’era mistero nei corpi che si sfiorano, balbettano, si infiammano. Un eterno gioco di rimandi e desideri non detti. Non era concesso conoscersi se non spiando attraverso la fessura dei singhiozzi accennati. Ogni prima volta c’è tenerezza negli sguardi che si accartocciano. La stessa flebile decisione che puoi scovare tra le mani di un bimbo che rigira nervosamente una caramella prima di divorarla. Le pause intense, l’espressione sospettosa del viso tirato, i piedi che puntano il terreno in posizione di sfida. E’ la logica delle ripartenze, il rito della scoperta che si rinnova. L’involucro si concede timoroso e voglioso. Corpi morti cercano comprensione divorando l’ultima parvenza di condivisione. Il resto è gioco di affanni, sudore e illusioni presto smentite. Prima che la danza ricominci. Prima che la nuova scoperta ci ricordi quanto siamo nudi dinanzi alla solitudine. Prima che un’altra caramella venga scartata.
Una selezione di parole, immagini ed emozioni raccolte tra il cemento e quello che i sogni non possono raccontare. Il lato oscuro di luca valente.
Novembre 8, 2010
Scartando caramelle