Ti lasci emozionare facilmente? Non c’è un motivo ragionevole. Solo una predisposizione ad esserlo.
Le cause sono una giustificazione per reazioni a cui non sapremmo dare un senso razionale. Perché osservo una mostra fotografica rischiando di scoppiare a piangere? Sarà stata la sofferenza negli occhi di quel giovane talebano con il braccio monco? O quel disgraziato raggomitolato nel pisciatoio di un McDonald?
Le cose succedono. C’è qualcuno, forse pochi, che sa apprezzarne la naturalezza. E si fa dominare. Qualcun altro che pretende di controllare le conseguenze dando loro un nome che non gli appartiene. Debolezza. Vigliaccheria. Non ci sono perché. Non ci sono definizioni. Solo la misera presunzione di poterne creare una.